IED, Milano. Anno accademico 2012-2013
Cattedra di sociologia.
Esercitazione – 17 Dicembre 2012.
SOGNANDO UNA NUOVA ALLEANZA!
Nell’estate del 2012 una ventina di attivisti “animalisti” radicali degli Stati Uniti e del Canada hanno dato vita a un TOUR multidisciplinare che ha toccato dodici città della West Coast, portandovi musica, notizie e denunce della vivisezione. Per l’occasione è stato proiettato il film del regista canadese Karol Orzechowski intitolato MTD – Maximum Tolerated Dose.
La MTD è la dose massima di una sostanza chimica che può essere assorbita da un organismo vivente senza che questo incorra nella morte o in altri effetti nocivi
E’ un inizio. Nel corso del 2013 l’Open the Cages Tour conta di ripetere l’operazione con le prigioni della morte sulla East Coast.
“Non esistono animali superiori e inferiori, così come non esistono razze umane
superiori e inferiori, ma esistono esseri viventi dotati di peculiarità uniche ecome tali rispettabili e inviolabili.
“Il problema non è: Possono ragionare?, né: Possono parlare?, ma: Possono soffrire?”
Jeremy Bentham.
Con l’invenzione della voce e l’abilità acquisita dalla mano nell’impugnare una pietra
resa tagliente dall’arguzia il pan sapiens divenne un lupo per se stesso e
gli altri esseri viventi condannandosi ad un mondo che gli si è rivelato sempre più ostile.
Bernard Rosenthal.
Premessa. La Chiamano antropocene. È la prima era geologica in cui una sola specie ha la possibilità di governare l’evoluzione, ma non ha abbastanza saggezza per gestirne il cambiamento, da qui le minacce che incombono sul clima, sull’ambiente e sulle specie viventi sopravvissute alla modernità.
Tuttavia, da qualche tempo a questa parte è sempre più condivisa nell’ambito degli studi umanistici l’idea di una crisi irreversibile delle ragioni che per secoli hanno giustificato lo specismo e con esso il fondamento antropocentrico della tradizione prima religiosa e poi filosofica occidentale.
Questa crisi ha superato il punto di guardia della “questione etica” – che il riformatore Jeremy Bentham affrontò con sensibilità e autorevolezza nei primi anni dell’800 – diventando un nuovo modo per riconsiderare il nostro essere uomini e donne e dunque il nostro essere umani di fronte all’animalità.
In una prospettiva ontologica troppo sangue, dolore e violenza c’inducono a ritenere che l’antica distinzione – umano/animale – non sia più sostenibile e che è arbitrario pensare l’Altro da noi a partire dal volto dell’uomo, almeno da quando la nozione di umanità è sparita dal registro della com.passione.
L’antispecismo è un movimento di riscatto della dignità dell’esserci (Dasein) che ha profonde radici culturali e politiche, diffuso dappertutto nel mondo, soprattutto tra i giovani.
In particolare l’antispecismo rifiuta la discriminazione arbitraria fondata sui presunti valori “metafisici” della specie umana. Esso sostiene che la sola appartenenza biologica ad una specie diversa da quella umana non giustifica moralmente o eticamente il diritto di disporre della sua vita, della sua libertà e del suo lavoro di essere senziente o ridotto in schiavitù.
In questo senso gli antispecisti si battono affinché gli interessi degli “animali non umani” vengano considerati fondamentali in sé tanto quanto quelli degli umani, cercando di destrutturare i luoghi comuni di effimere certezze millenarie e di ricomporre la società umana in base a criteri di equità che non causino sofferenze inutili, e quindi evitabili, alle altre specie viventi e danni al pianeta.
Le capacità di sviluppare il sentire, di provare sensazioni, come il piacere o il dolore, di interagire con l’ambiente, di manifestare una volontà e dei desideri, di intrattenere rapporti sociali, non sono mai state, se non ricorrendo ad un interessato autoinganno, prerogative esclusive della specie umana.
Pertanto queste capacità negli animali (per la Bibbia sono anime viventi) suggeriscono e impongono da tempo immemorabile una revisione del loro status. Semplicemente essi dovrebbero essere definiti “persone non umane” a cominciare da subito dalla famiglia Hominidae e decretando una moratoria per tutti gli altri già condannati dalla ferocia degli interessi economici dell’uomo.
Né deriverebbe una trasformazione profonda dei rapporti tra le specie tale da prefigurare un rapido e radicale ripensamento della società così come oggi la viviamo trasformandola in una reale comunità di esseri viventi più giusta, solidale, libera e compassionevole.
In questo senso l’antispecismo si oppone allo specismo (°) inteso come un pensiero unico dominante della modernità basata sulla legge del diritto del più forte e sulla repressione del più debole, orientata alla difesa dell’interesse personale e del patrimonio, a discapito dei diritti, dell’uguaglianza e della solidarietà nei confronti dei più deboli tra gli animali umani e non umani.
***
Gli studenti possono partecipare a questa esercitazione in due modi.
Primo. Progettare un manifesto, una spilla e una t-shirt per una giornata di riconciliazione dell’uomo con gli animali e l’ambiente fondata non sulla pietà, ma sulla ragione, non sull’orrore da mascherare, ma sul riconoscimento dei valori della vita nella convinzione che una sola morte ancora è una morte di troppo.
Secondo. Realizzare un breve filmato (max. 5 minuti) che contenga questo messaggio: no all’uso della vita, della sofferenza e della libertà degli animali per la sperimentazione, la produzione e la ricerca. Sì al riconoscimento degli animali come “persone non umane”.
Di ognuna delle lezioni (arte) – del lunedì, del martedì e del mercoledì – che riunisce più classi possono partecipare a questa esercitazione i primi dieci studenti o coppie di studenti che s’iscriveranno inviando i loro dati ( nome cognome, classe, numero di matricola) all’e-mail: gesmos@gmail.com. Fa testo per l’iscrizione l’ordine di ricevimento, per ogni chiarimento contattare l’arch. Giulia Tacchini.
Ai primi tre elaborati sarà riconosciuto un punteggio di quattro punti da aggiungere al voto finale. Se il voto finale è superiore al ventotto vale la lode. Al quarto e quinto elaborato saranno riconosciuti due punti da aggiungere al voto finale.
A giudizio del docente altri punti saranno eventualmente assegnati agli elaborati particolarmente significativi.
(Questa esercitazione è realizzata con la collaborazione di Vanna Brocca, direttore responsabile del giornale della LEAL – Lega Antivivisezionista.)
, (°) – Lo specismo è un pensiero discriminatorio fondato sull’idea che gli animali appartenenti alla specie umana abbiano diritti superiori a quelli appartenenti alle specie non-umane.
Alla base dello specismo vi è una visione antropocentrica della natura che affonda le proprie radici sia in una errata interpretazione del darwinismo, che nella religione (Dio avrebbe creato gli animali non-umani per porli al servizio degli animali umani) o, semplicemente, nell’ignoranza.
Il termine specismo è stato coniato nel 1970 da Richard Ryder, uno psicologo inglese animalista, e successivamente delineato, soprattutto da un punto di vista etico, da Peter Singer, un filosofo di origine australiana, che lo ha definito:“Un pregiudizio o atteggiamento di prevenzione a favore degli interessi dei membri della propria specie e a sfavore di quelli dei membri di altre specie”.
Non si nasce specisti ma lo si diventa per ragioni culturali. Fin dall’infanzia ci viene detto che è “naturale” pensare che gli esseri umani hanno diritti (alla vita, alla felicità, alla libertà, all’autonomia) che le altre specie viventi invece non hanno. E’ specista il linguaggio, sono speciste le leggi, sono specisti il pensiero dominante e quello non-dominante, le forme del pensiero politico e del pensiero religioso (salvo il giainismo e alcune componenti del buddhismo).
***